Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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Questo racconto giaceva sul mio hd da quasi un mese, e visto che il tempo per scrivere (e per tutto il resto) scarseggia, ne approfitto per pubblicarlo.
Abbiate pazienza, è un periodaccio... :(
DP
- Perchè dobbiamo andare a trovare la nonna? - chiese il bambino
- Perchè è giusto andarla a trovare, ogni tanto, e poi abita in campagna e un pò di sole ti farà bene.
- Perchè il sole fa bene?
- Perchè... perchè fà bene alla salute. E poi potrai giocare con i conigli, se ce ne sono ancora...
- Perchè se ce ne sono ancora? - chiese il bambino con la sua vocina
- ...Perchè dopo un pò se ne tornano a casa loro.
- Perchè tornano a casa loro? - chiese il bambino, guardando il padre con i suoi occhioni spalancati.
- Perchè, perchè... insomma finiscila con tutte queste domande, e tira su il finestrino!
- Il padre si sporse bruscamente sulla destra dell'auto, per arrivare alla manovella dell'alzacristalli. Il piccolo mezzo su cui si trovavano non aveva i comandi elettrici, e quella manovella era pure un pò dura.
Mentre si allungava sopra il corpo del figlio, reggendo il volante con una sola mano, finì per schiacciare il pedale del freno senza volerlo, e subito l'auto cominciò a sbandare bruscamente e lui ne perse il controllo. Dopo pochi secondi urtarono contro il gard-rail sulla sinistra della strada, da cui rimbalzarono un attimo dopo. Finalmente il mezzo si arrestò in uno stridio di freni, dopo un ultima paurosa giravolta.
La grossa mercedes che li seguiva a pochi metri di distanza, fu colta di sorpresa. Il guidatore, terrorizzato, premette il pedale del freno con tutte le sue forze mentre girava bruscamente il volante. Non fu una buona manovra la sua ma la fortuna e il sistema abs lo aiutarono e anche la mercedes riuscì a fermarsi. Le due auto si ritrovarono ferme una di fronte all'altra. I tre occupanti, che ne uscirono barcollanti alcuni momenti dopo, fortunatamente erano tutti assolutamente incolumi, ma l'autostrada era ormai completamente bloccata. Dietro di loro si cominciava già a sentire un folto coro di clacson.
STACCO.
I due autisti del furgone portavalori si guardarono negli occhi dopo aver visto l'incredibile file di auto ferme, che si snodava davanti a loro per chilometri e chilometri, e capirono subito cosa li aspettava. Il più giovane si attaccò alla radio per riferire diligentemente la situazione alla centrale, l'altro spense il motore e tirò fuori una copia del corriere dello sport, che teneva nascosta sotto il sedile.
STACCO.
L'uomo con il bancomat, ritirò irritato la propria tessera dall'apparecchio. Il messaggio lampeggiava ancora sullo schermo: "Prelievo non disponibile, ci scusiamo con la clientela". Lui non si fidava dei commercianti e pagava sempre i suoi acquisti in contanti, e anche questa volta non avrebbe fatto eccezione. Con il suo cellulare telefonò al negoziante per avvertirlo del rinvio. Il numero ormai lo conosceva a memoria.
STACCO
Il grossista sbattè la cornetta del telefono molto irritato. Non era la prima volta che uno dei suoi clienti gli annullava la consegna di quello stesso modello di poltrona. La verità è che era proprio brutta anche se di buon prezzo. Fece un cenno ad un gruppo di operai per chiamarli a sè, mentre componeva irritato un altro numero di telefono. Cinque negozi in poche settimane, avevano disdetto la consegna, accampando più volte scuse ridicole. Non era un segnale da sottovalutare.
STACCO
- Una mossa simile in un momento del genere. è davvero sospetta... è un chiaro segnale - disse il manager.
STACCO
- La notizia è ancora confidenziale, signor direttore, lei capisce. Ma mio cugino lavora lì e...
STACCO
- Andrò fino in fondo, a questa storia, potete giurarci... - disse il deputato
STACCO
- Cooosa??? Signorina, mi prepari un telegramma...
STACCO
...
STACCO
- LA PIU' TERRIBILE CRISI DI BORSA DEGLI ULTIMI 100 ANNI O FORSE DI SEMPRE, HA COLPITO LA BORSA DI MILANO. NEL GIRO DI POCHE ORE SONO STATI BRUCIATI 12000 MILIONI DI EURO, ALLE PRIME STIME, UNA CIFRA SUPERIORE AL PRODOTTO INTERNO LORDO ANNUO DELL'INTERA NAZIONE... L'IMPROVVISA FEBBRE DI VENDITE STA PROVOCANDO TUTTORA REAZIONI A CATENA CHE HANNO INIZIATO A COINVOLGERE ANCHE LE BORSE STRANIERE E NON ACCENNA A FERMARSI... LA VELOCITA' DEL CROLLO HA COLTO DI SORPRESA TUTTI GLI OPERATORI, CHE NON SONO ASSOLUTAMENTE RIUSCITI A INTERVENIRE... LA RIDDA DELLE VOCE E DELLE SMENTITE RENDE LA SITUAZIONE ANCORA INCOMPRENSIBILE... ABBIAMO QUI CON NOI IN STUDIO IL DOTTOR PROVVI, UNO DEI MASSIMI ESPERTI DI ECONOMIA DEGLI ULTIMI TEMPI, CHE NON HA DAVVERO BISOGNO DI PRESENTAZIONI...
Il cronista si accorse che la voce gli tremava un pò, e con uno sforzo si impose di controllarsi. La sua agitazione era comprensibile, il crollo aveva spazzato via in un attimo tutto ma proprio tutto ciò che egli possedeva al mondo, e ora, fuori del piccolo studio dove lui e il grande economista si trovavano per lui non c'era più nulla. Persino la sua casa ormai, non gli apparteneva più. Ma lui era un professionista e avrebbe portato avanti la sua trasmissione fino in fondo. Solo non aveva idea di cosa avrebbe fatto una volta uscito da lì, o forse sì. Strinse a sè il microfono come se fosse stato l'ultimo appiglio. Il piccolo e silenzioso studio radiofonico gli appariva come una piccola zattera al centro di un mare in bonaccia. Presto lui avrebbe dovuto scendere dalla zattera e allora le profondità del mare lo avrebbero inghiottito in un attimo. Per ora teneva duro. Il grande economista lo osservava bonariamente, fumando la sua pipa, il grosso corpo sprofondato in un enorme poltrona.
Malgrado il suo autocontrollo, il cronista non potè impedire però che i suoi occhi diventassero lucidi, per quel pianto trattenuto appena un millimetro sotto la pelle, che sarebbe esploso se solo avesse sbattuto le palpebre un pò più forte. Di nuovo si impose la calma. Dopotutto era in diretta.
Così guardò il volto calmo del grande economista seduto davanti a lui, che lo osservava nascosto sotto la folta barba, gli occhi dietro un paio di occhialetti rotondi dalla montatura d'oro. Decise di iniziare subito con le domande, prima che la poca voce che gli restava andasse via del tutto.
- DOTTOR PROVVI, QUELLO... - una pausa - QUELLO CHE I NOSTRI ASCOLTATORI VORREBBERO SAPERE, IN POCHE PAROLE, E'...
- ...si?
- ...perCHE'?
Racconto illustrato a cura di 3m4 !!!
La mia prima fiaba-bastarda! Non fatela leggere ai vostri figli, mi raccomando ;)
DP
C'era una volta un nuvolo, che volava solitario nel cielo senza mai una nuvola accanto, perchè era un nuvolo dai gusti molto difficili. Un giorno però vide passare sotto di sè una bellissima donna vestita di bianco, e vide i suoi lunghi capelli sciolti, che ondeggiavano liberi nel vento: avevano il colore dorato dei raggi del sole. Il nuvolo se ne innamorò subito, così quando la vide entrare in un grande edificio, subito si fermò lì fuori ad aspettarla.
Aspettò per molte e molte ore, sospeso nel cielo, ma non vide mai la donna uscire. Verso sera però la vide rientrare. E vide che insieme a lei c'era un uomo. Come aveva potuto perderla di vista così? Eppure era rimasto lì senza mai muoversi, sfidando i venti che volevano trascinarlo via, e non si era mai fatto distrarre da nulla! Non dal turbinio delle foglie nel vento, non dal volo veloce degli uccelli, non dalle altre nuvole che lo chiamavano per chiedergli di unirsi a loro. Eppure non l'aveva vista uscire. Così, rassegnato, si preparò ad una lunga notte di attesa.
La notte passò, e infine il sole tornò a splendere sul nuvolo. La sua costanza fu premiata. La sua amata, vestita di bianco, uscì dal portone dell'albergo con passo leggero, accompagnata dall'intruso. Erano appena usciti, quando l'uomo alzò la testa e guardò dritto verso di lui. Poi si avvicinò a lei con un grande cappello circolare fatto di paglia giallastra, e glielo mise sulla testa. I due si presero per mano e si allontanarono veloci dall'albergo.
Il nuvolo capì perchè, la volta precedente, non l'aveva vista uscire. Quel brutto cappello, infatti, la nascondeva alla sua vista, e ora solo l'uomo poteva vedere i suoi lunghi capelli biondi. Lo immaginò mentre scorreva la sue dita tra quei fili d'oro caldi come il sole, e capì che lui l'aveva fatto apposta. Allora prese a seguirli.
E mentre li seguiva, sospeso nel cielo, cercava inutilmente di sbirciare sotto il grande cappello, ma non vedeva che qualche ciocca svolazzante, e solo per pochi attimi. Nelle piccole pozzanghere a terra cercava di scorgere il riflesso dei suoi capelli, ma non vi riusciva mai. Pensò che se le pozzanghere fossero state più grosse, forse avrebbe potuto vederli di nuovo.
Il nuvolo allora, cominciò a radunare la sua massa, continuando a seguire i due mentre camminavano per le vie del paese. E continuò a condensare la sua massa finchè non piovve su di loro. Per un pò pensò che avrebbe raggiunto il suo scopo, poi vide l'uomo che, tirando per la mano la donna, la portava dentro un alto edificio dove lui non avrebbe mai potuto vederla. Un attimo prima di passare all'interno, l'uomo le tolse beffardamente il cappello dal capo, e lanciò un ultimo sguardo di sfida verso il cielo... proprio verso di lui!
Il nuvolo giurò che non gliel'avrebbe data mai vinta. Aspettò fuori dall'edificio finchè non li vide nuovamente. Ormai riconosceva benissimo quel brutto cappello, che stavolta lui, sadicamente, le aveva fatto indossare ancora prima di uscire, e riconobbe subito la testa dell'uomo, i suoi brutti capelli marroni come il fango. Di nuovo seguì i due e subito piovve nuovamente su di loro, per creare le pozzanghere che gli servivano, ma di nuovo l'uomo trascinò velocemente lei in un altro edificio.
Il nuvolo li attese a lungo, finchè non uscirono e poi li seguì, aspettò che fossero lontani da qualunque edificio e infine piovve su di loro più forte che potè, ma di nuovo l'uomo prese lei per mano e la trascinò sotto un piccolo riparo quadrato dove entrambi si fermarono. Un pò alla volta, grandi pozzanghere della sua preziosa acqua presero ben presto a circondare i due. Il nuvolo si guardò riflesso in esse e continuò a piovere soddisfatto, aspettando che uscissero, ma all'improvviso il volto dell'uomo si sporse fuori dal riparo guardandolo con aria di sfida. Cosa aveva in mente?
Poco dopo il nuvolo vide un automobile bianca raggiungere i due. L'uomo uscì dal riparo, aprì lo sportello del veicolo alla donna e la fece salire per prima, certamente per poter essere l'ultimo a vederlo. E infatti prima di salire alzò lo sguardo dritto verso di lui e lo guardò con odio. Il nuvolo piovve ancora più forte, con rabbia impotente, quando li vide allontanarsi a grande velocità... ormai era così debole da non poterli seguire, ma la cosa non aveva importanza. Ormai sapeva dove erano diretti.
La mattina dopo, quando i due uscirono nuovamente dall'albergo, anche lui era lì ad aspettarli. Gli splendidi capelli d'oro della sua amata erano coperti come al solito dal brutto cappello, e l'uomo guardò subito in su, cercandolo, ma lui era salito in alto nel cielo, fino a sembrare solo un puntino lontano, lontano.
Il nuvolo li seguì di nascosto per alcuni giorni, in attesa del momento giusto, e finalmente vide i due dirigersi in un luogo dove non c'era nessun edificio ma solo qualche albero. Allora si abbassò di quota, condensò la sua massa e piovve su di loro. Subito l'uomo prese la donna per mano e cercò malvagiamente di trascinarla sotto un albero, che stava sulla cima della collina, ma lei si liberò coraggiosamente della sua stretta e non volle seguirlo.
Allora il nuvolo, indignato, condensò ancora la sua massa, ma stavolta più velocemente. E sfregò le gocce del suo corpo finche non sentì il potere crescere in lui. Infine prese bene la mira, scorgendo la brutta faccia dell'uomo tra le fronde dell'albero, e poi... COLPI'!!!
E subito vide la donna liberarsi di quel brutto cappello di paglia, che cadde a terra dimenticato. Vide finalmente i suoi splendidi capelli d'oro che ondeggiavano liberi nel vento, mentre lei correva veloce in cima alla collina verso l'albero in fiamme, di certo per avvicinarsi il più possibile a lui.
E capì che non si sarebbero mai più lasciati, perchè lui l'avrebbe seguita ovunque.
E avrebbe colpito chiunque avesse posato la mano sui suoi splendidi capelli d'oro.
E vissero per sempre felici e contenti!
La Principessa e il rospo
Effetto serra
L'ascensore
Orgoglio
Lo specchio di nonna S.
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