La stanza di carta

Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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lunedì, 30 gennaio 2006
La scala

In un condominio, ai piedi di una rampa di scale c'erano un mucchietto di fogli ed una penna, ordinatamente poggiati sul pavimento. A pochi metri da lì, sempre per terra, c'era una piccola moneta da venti centesimi. E sui fogli di carta c'era scritto...

PS: 3m4 è tornato!!! :))) Catapultatevi sul suo blog, per vedere la nuova illustrazione associata a questo racconto.


Vi è mai capitato di scendere un gradino in più?
Se è successo anche a voi non dovreste aver dimenticato la sensazione che si prova: Il piede scende veloce verso un gradino che non c'è e si scontra con il pavimento alla fine della scala, venti centimetri prima di quanto avevate immaginato. Il contraccolpo sale lungo il polpaccio, attraversa il ginocchio e balza attraverso la gamba, sù fino all'anca.
Lì terminano gli effetti fisici che sono però solo una parte dell'esperienza: quello che resta è una sensazione di stupore che colpisce per la sua stranezza... il pavimento è giunto come un ospite inatteso, piombato a reclamare attenzione nel mezzo del pranzo quando invece lo si aspettava per cena.
Se v'è capitato, saprete anche che la sensazione che avrete provato non la si può riprodurre volontariamente. Forse qualche volta avrete anche provato a ricrearla, tanto era strana, e magari alla scalinata successiva vi sarete ritrovati a battere forte il piede a terra, curiosi come bambini, ma senza successo. Lo sapete che è così: quella piccola esperienza è nella vostra memoria e chissà quando ricapiterà ancora.

E ora ascoltate quello che e successo a me: mentre stavo scendendo questa scala e il mio piede era ancora a mezz'aria, ebbi la sensazione d'aver calcolato male la distanza dal pianerottolo. Immediatamente mi tornò alla memoria quella sensazione che sapete e per un attimo pregustai la possibilità di poterla riprovare. Poi ricordai che non la si può provare coscientemente e allora tentai di allontanare la mia nascente consapevolezza della situazione dalla mente. Nel mentre però, fui assalito anche dal pensiero che forse c'era davvero un altro gradino davanti a me e che magari avrei finito persino per cadere.
Tutto questo m'aveva attraversato la mente in una frazione di secondo perciò a quel punto la mia confusione era tale che non sapevo più dire se la scala fosse finita o no, col risultato che mi mossi barcollando violentemente in avanti e invece di un gradino che forse c'era e forse no, ne scesi due o tre. O forse quattro. Il pavimento non era così lontano però. Forse lo era di un gradino, ma non certo di due... e che Dio m'aiuti, io sono quasi sicuro d'averne scesi quattro, si. Non più di quattro ma di certo almeno tre. E'cosi che è andata.
Ed ora la mia situazione è questa: sono immerso nel pavimento davanti alla scala fino a metà coscia.
Ecco, finalmente l'ho detto. Ora posso anche impazzire del tutto.

Sento del terreno solido sotto la pianta del piede e tastando in avanti sento un bordo. Potrebbe essere la fine del gradino e l'inizio di un altro o un precipizio di un milione di miglia. Come posso saperlo? Alla vista il pavimento sembra solido come sempre eppure le mie gambe vi sono immerse come se fosse effimero come l'aria. E'come essere immersi nelle sabbie mobili, credo, ma non provo nessuna sensazione particolare. Potrei continuare a scendere o decidere di risalire e se decidessi di chiudere gli occhi non noterei niente di strano. Poco fa ho lasciato cadere una monetina al suolo e l'ho vista rimbalzare normalmente sul pavimento e rotolare lontano. Se fosse scomparsa come inghiottita da un abisso, credo che mi sarei messo ad urlare, ma non è andata così e ora sono troppo stupito per riuscire a spaventarmi.

Ho sceso ancora quattro gradini e adesso sono immerso nel pavimento fino alle anche. Il foglio su cui sto scrivendo per qualche motivo non affonda nel pavimento, per cui stò sfruttando quest'ultimo come appoggio e sono comodo come se stessi prendendo un appunto in piedi davanti ad una scrivania... Le mie gambe affondano nel pavimento ma il foglio no. Non saprei dire il perchè, sto solo rilevando un fatto.

Sono sceso ancora di due scalini, senza incontrare nessuna resistenza. Ora sono immerso nel pavimento fino a mezzo busto. Se in questo momento qualcuno mi vedesse in queste condizioni avrebbe sicuramente un infarto: un mezzo uomo che annaspa ai piedi di una scala. Un mezzo uomo...

Sento che se decidessi di risalire tutti i gradini, e la tentazione è forte, credetemi, il pavimento si sigillerebbe per sempre dietro di me e questo fantastico fenomeno avrebbe termine. Poi però non saprei mai dove porta questa scala che c'è e non c'è, e questo non posso permetterlo.
Sto pensando che di certo il pavimento non può essere spesso più di mezzo metro, fondamenta comprese. Per essere sicuro d'averlo attraversato dovrei scendere dieci gradini o più e a quel punto tutto il mio corpo sarebbe dall'altra parte, anche se tenessi le braccia alzate sulla testa.

Devo decidermi: o su o giù. E io scendo.

Ora sono immerso nel pavimento fino al collo. Ho provato ad immergere brevemente la faccia e ho scoperto di poter respirare. Là dentro non c'è luce ma c'è aria, o meglio è come se il pavimento fosse fatto d'aria, nè calda nè fredda. Un solido fatto d'aria.

Chi dice che non ci sono più luoghi inesplorati sulla terra sbaglia: io ne ho trovato uno. E non lo mollerò perchè ormai mi sento Cristoforo Colombo, Neil Armstrong e Julius Verne insieme e diventerò più famoso di tutti e tre perchè nessuno di loro ha mai compiuto un viaggio come il mio. Sì, e quando tornerò indietro mi pregherete di raccontarvi quello che avrò visto. Ma ora ho bisogno della vostra collaborazione, perchè quando tornerò avrò bisogno di testimoni, capirete. Perciò ora, vi prego, chiamate quì altre persone...poi fate leggere queste pagine anche a loro e di certo capiranno. Io tra un ora o due sarò di ritorno così tutti voi mi vedrete riemergere da questo pavimento con i vostri occhi.
Aspettate qui ancora un pò, vi prego, cosa può mai costarvi?

E si và...

Postato dal Dott.Provvisorio      
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