Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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Ahimè... l'ho fatto di nuovo, sono scomparso nel nulla per due settimane! E'proprio un viziaccio, perdonatemi. :(
In compenso ho avuto il tempo di scrivere per voi un nuovo delirio... Sò che non dovrei essere io a dirlo, ma beh... secondo me questo è proprio un gioiellino.
Piacerà? A voi la sentenza.
Lo dedico a tutti noi casinisti :) e anche a mia madre, che vorrei aver conosciuto un pò di più.
Un saluto
DP
Un giorno, improvvisamente, s'era reso conto di esistere.
Prima di quel momento c'era stato solo il nulla: un eternità senza forma ne peso, interrotta solo raramente da sprazzi improvvisi di vaghe sensazioni. Poi lentamente, era venuta la coscienza della propria forma e infine del proprio ruolo nell'esistenza.
All'inizio si accorse solo che la sua forma era sempre costante mentre il suo peso contimuava a variare: dapprima tendeva ad aumentare lentamente, dandogli una sensazione quasi di pienezza, di realizzazione. Poi senza preavviso si ritrovava vuoto. Le due sensazioni si alternavano ciclicamente e con il tempo avevano finito per destare in lui una primitiva forma di coscienza: una coscenza del contenere.
Dalla coscienza, venne la consapevolezza di se: contengo, quindi sono.
Con il tempo, capì che il suo peso era provocato dalle forme che racchiudeva in se: erano moltissime e incredibilmente sottili, tanto che non riusciva a capire cosa potessero contenere. In qualche modo, cautamente, ne assaggiò una: aveva uno strano sapore. Cautamente l'assorbì e nella sua mente nacquero spontaneamente delle idee, come se avesse improvvisamente ricordato cose che aveva sempre saputo.
Ripassò velocemente i suoi nuovi ricordi. Pochi sembravano avere senso. Assorbì un altra forma sottile e ricordò un lungo elenco di nomi e ad ogni nome era associato un numero diverso. Cosa poteva significare?
Ne assorbì molte altre. La sua confusione aumentava.
Assaggiò una forma che conteneva la rappresentazione incredibilmente dettagliata di molte altre forme. Le loro linee però erano bruttissime, infatti erano tutte curve e sembravano contenitori molto inefficenti e poi cosa significava "playboy"?
Un altra conteneva la storie quasi incomprensibile di altre forme che a differenza di lui potevano muoversi.
Contimuò ad assorbirne molte, moltissime altre....
Finchè alla fine capì: le forme sottili erano fogli. Quando erano legati insieme da un lato si chiamavano riviste, mentre una forma con molti più fogli di una rivista era sicuramente un libro. Era tutto spiegato nell'ultima forma che aveva assorbito. Ora conosceva anche la parola per descriverla: vocabolario.
Libri, fogli e riviste contenevano la conoscenza. I fogli spesso non dicevano il vero, i libri invece si. Inoltre i libri erano più nutrienti ma i fogli avevano sapori più intensi, mentre le riviste erano un buon contorno. Dopo queste riflessioni i suoi gusti divennero più raffinati e cominciò a selezionare maggiormente le forme che contimuavano incessantemente ad arrivare, assorbendo solo quelle più di suo gusto e rifiutando sdegnosamente le altre. Perciò dopo molto tempo in cui s'era mantenuto semivuoto, il suo corpo prese nuovamente a riempirsi. Finchè un giorno... Se avesse avuto le orecchie queste sarebbero state le parole che avrebbe udito:
- Luca, se non ti decidi a svuotare il cassettone, io ti butto di nuovo tutto. T'ho avvertito!
- Va bene, uffa! Lo svuoterò.
- Ora! Sennò la prossima volta te lo svuoto io. Possibile che tu sia così disordinato?
- Si, tra un pò lo faccio - disse Luca.
Lui però quelle parole non poteva sentirle e così fu colto completamente di sorpresa quando il giorno dopo, senza preavviso, si ritrovò completamente vuoto. Vuoto di cibo, ma pieno di rabbia, come sarebbe stato un uomo se avesse scoperto la propria dispensa e la propria cantina violate e depredate. Tutte le forme che non aveva ancora assorbito erano ormai perse per sempre! Lentamente ne sarebbero arrivate di nuove, certo, perchè questo era nell'ordine delle cose. Ma forse non tutte avrebbero avuto un buon sapore e chissà quanto tempo ci sarebbe voluto per averne altre! Ben presto divenne impaziente. Poi anche molto affamato.
Molti giorni dopo, Luca prese il libro che ingombrava la sua scrivania e aprì distrattamente il cassettone per infilarcelo. Poi però comprese che non era quello il posto giusto dove metterlo, perciò con un sospiro cominciò ad estrarre il libro che non aveva mai smesso di stringere e stava proprio per ritirar fuori la mano quando qualcosa sembrò ostacolarlo. Scocciato, lui diede un brusco strattone e di colpo il cassettone cominciò a risucchiare il libro a se!
Luca scostò bruscamente la sedia dal tavolo, mentre cominciava istericamente a cercare di tirarlo via: la situazione era così assurda che non pensò neanche di mollarlo e non ebbe tempo di pensare o di avere paura. Tutto quello che sapeva era che il libro era suo e lui doveva averlo... così l'assurda lotta andò avanti per lunghi secondi, mentre la forza di risucchio si faceva sempre più intensa, tanto da costringerlo in ginocchio sul pavimento con il braccio infilato nel cassettone fino al gomito. La scena si svolgeva nel più completo silenzio. Semplicemente non aveva avuto ancora il tempo di urlare.
Era la sua scrivania quella? Era ancora un cassettone? No... Sembrava quasi la bocca di un gigantesco animale preistorico che pretende ciecamente cibo, cibo e ancora cibo! e la sua forza continuava ad aumentare mentre tentava di ingoiare il libro e insieme l'intero braccio, che alla fine gli entrò dentro tutto, giù, giù fino in gola e....
Luca fu scagliato lontano dal mobile da un improvviso singulto del cassettone. Dalla sua bocca spalancata scaturiva un getto inarrestabile di libri, giornali, ritagli, appunti, scontrini del ristorante, biglietti da visita, agende, vocabolari e le sue riviste e poi mucchi di altra roba e in mezzo a tutto una nube di minuscoli frammenti di carta.
Il fiume traboccò sul pavimento, le particelle di carta svolazzarono per la stanza posandosi ovunque come un allegra esplosione di coriandoli.
Luca era ancora seduto sul pavimento in mezzo a quell'incredibile casino, quando la porta della sua camera si aprì ed entrò sua madre.
Quando lei vide la scena, gettò a terra la scopa che aveva in mano e se ne andò via senza nemmeno voltarsi!
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