Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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Questo racconto è dedicato al grandissimo carIBBEan che per sollecitare un nuovo racconto m'ha inviato addirittura una richiesta in versi!!!
Perbacco, sono onorato e commosso. Come potevo non accontentarlo? :''') Grazie!!!
Ed ora buona lettura a tutti, scommetto che d'ora in poi tratterete molto meglio i vostri pesci rossi.
DP
Pioveva da giorni, incessantemente. Il martellare continuo della pioggia sopra il tetto della sua piccola baita di montagna, lo stava facendo impazzire e andava avanti ormai da tre giorni, senza un attimo di tregua. Le strade erano impraticabili e il piccolo fiume lì accanto era in piena. Era bloccato li, ma in casa aveva molte provviste e non avrebbe certo sofferto la fame. Che spreco, però.
Non ricordava di preciso come fosse iniziata la discussione con Daniela. Era degenerata rapidamente, forse per qualcosa di stupido che lui aveva detto a proposito della madre. Mai toccare la famiglia di una donna. Maledetta pioggia e pensare che aveva preparato tutto con tanta cura: un intera mattinata passata a ripulire la baita, preparare il camino e fare scorte di alcolici e cibo. Poi luci soffuse, candele, la musica giusta... lui odiava il jazz, ma aveva saputo da un amica che a lei piaceva, così s'era fatto consigliare qualche disco da un occhialuto commesso di un negozio del paese. Era uno che ci sapeva fare, lui. Daniela invece, era solo una delle tante.
Maledetta pioggia... La sua bella casa di montagna ormai era solo una bolla d'aria sul fondo di un universo d'acqua.
Ricordava ancora l'espressione di lei quando se n'era andata. Belle gambe, Daniela. Nell'uscire aveva sbattuto la porta così forte che un grosso quadro s'era staccato dal muro rovinando a terra ed una pioggia di schegge di vetro era rimbalzata per l'intera stanza. Lui per la rabbia aveva lanciato il primo oggetto che aveva avuto in mano verso il salotto: però aveva mirato al divano e invece il suo costoso cellulare era andato a sbattere contro il muro, rimbalzando poi con implacabile precisione proprio dentro l'acquario. Appena recuperato il cellulare era corso fuori casa, in tempo solo per vedere l'automobile di Daniela che attraversava il piccolo ponte sul fiume. Pochi secondi dopo, come nella trama di una brutta commedia, era iniziato improvvisamente a piovere: quella pioggia fredda, violenta, aveva cancellato alla vista l'auto di lei in un attimo. Dopo era tornato di corsa dentro casa, solo e già completamente bagnato. Tre giorni fà.
Ed oggi... Oggi sul pavimento del suo salotto, c'era un pesce.
Lo fissò, cercando di capire la ragione della sua presenza lì. Era uno dei suoi pesci rossi: veniva dall'acquario, naturalmente.
Ricordò le sue manovre frenetiche di tre giorni prima, per recuperare il cellulare prima che l'acqua lo guastasse: tutto inutile. Da quel giorno il numero di telefono di Daniela, memorizzato là dentro insieme a quello di tante altre, era irrecuperabile. Lei doveva aver pensato che lui avesse voluto spegnere il cellulare e per giunta non aveva neanche potuto raggiungerla, perchè a causa della piena sul fiume il transito sul ponte era bloccato e le strade erano ormai impraticabili. Maledetta pioggia che non smetteva mai... e il pesce? Non se n'era neanche accorto del pesce.
Quando lo raccolse con l'aiuto di una vecchio giornale, ricordò di aver letto su una rivista che i pesci rossi hanno una memoria di soli 10 secondi. Che strano pensiero: per loro il mondo è iniziato dieci secondi fa e tutto è eternamente nuovo. Si chiese cosa avesse provato il pesce, quando era stato scagliato fuori dall'universo d'acqua del suo acquario: dieci secondi a dibattersi e morire, affogando nell'aria... quanto doveva essergli sembrata lunga quell'agonia?
Dieci secondi per un uomo, una vita intera per un pesce nato solo dieci secondi fà... Gesù! Doveva aver pensato di aver passato tutta la vita così!
Quando lui era corso fuori di casa dietro Daniela il pesce aveva appena iniziato a morire. Pochi secondi dopo aveva iniziato a piovere e da allora pioveva ancora, incessantemente. Tutta la vita... tutta la vita in agonia. Per colpa sua.
Quanto può odiare un pesce rosso?
La fuori, pioveva sempre più forte. Si guardò attorno, conscio improvvisamente di quanto fosse piccolo anche lui, sul fondo del suo universo d'aria.
Si sedette sul pavimento accanto al pesce. La morte di quella creatura così insignificante aveva dato inizio ad un valanga di ricordi: la sua vita, le scelte discutibili che aveva fatto e le tante donne che aveva ingannato.
Quel pesce rosso era solo uno dei tanti che l'avevano odiato e che forse lo odiavano ancora, ma in quel momento decise che nessun altro l'avrebbe odiato mai più: fu una decisione irrevocabile, definitiva. Quel suo zio prete in quel monastero di clausura sarebbe stato felice di accoglierlo... al solo pensiero, si sentiva già meglio.
Un improvviso silenzio lo avvolse. Si accorse che aveva smesso di piovere e dopo giorni finalmente era uscito il sole. Lui lo prese come un segno divino.
E forse ha persino ragione. Forse i miracoli possono capitare davvero. O forse i pesci rossi sono molto più subdoli di quanto avevate pensato, nelle loro vendette! ;)
Non so bene come introdurlo... è un racconto un pò strano che ho scritto mentre ero in una lunga fila davanti allo sportello di una banca. Sul momento non ero di buon umore e la cosa forse s'è riflessa sul racconto. Non so... Datemi un parere...
Il protagonista è una vostra vecchia conoscenza: un certo Bancomat di cui scrissi tempo fa e su cui il buon 3m4 allegò una delle belle immagini. Che nostalgia...
Un augurio ed un abbraccio a tutti voi.
Buon 2007!!!
E si riparte...
:DP
- BENVENUTO, GENTILE UTENTE
- Non contarci troppo.
- IL SERVIZIO AUTOMATIZZATO DEL BANCO DI GIUDA E'A SUA DISPOSIZIONE
- Oh, è un sollievo saperlo....
- PER EFFETTUARE UN PAGAMENTO PREMA 1, PER RICHIEDERE UN PRESTITO PREMA 2
- Il maledetto mutuo... Andiamo avanti. 1 (click)
- PER PAGARE IN EURO PREMA 1, PER PAGARE IN VALUTA ESTERA PREMA 2, PER ALTRE FORME DI PAGAMENTO PREMA 3
- Oh, bella... Altre forme di pagamento... sentiamo un pò. 3 (click)
- PER PAGARE IN ANNI DI VITA, PREMA 1.
- In... anni di vita???
- IL TEMPO E'DENARO, SIGNOR PROVVISORIO
- Beh, io lo dico sempre, ma che significa?
- CONSIDERI QUESTO: PER GUADAGNARE IL DENARO LEI SI ALZA LA MATTINA PRESTO, RAGGIUNGE L'UFFICIO, LAVORA OTTO ORE AL GIORNO PER UN MESE, TORNA A CASA, ASPETTA IL 15 DEL MESE SUCCESSIVO, POI PRELEVA IL DENARO E FINALMENTE LO PORTA QUI.
- Si, più o meno, ma...
- E' TUTTO COSI INEFFICENTE.
- Inefficente...
- E LE RIMANE A MALAPENA IL TEMPO PER FARE LA SPESA E MANDARE AVANTI LA CASA E...
- Percarità, non ne parliamo!
- CAPIRA' CHE PER LA BANCA SAREBBE PIU'PRATICO PRENDERE DIRETTAMENTE IL SUO TEMPO ED EVITARE TUTTI QUESTI TEDIOSI PASSAGGI INTERMEDI.
- Eh??? ... Certo, detta così... ma io ancora non capisco.
- INOLTRE LE PRATICHEREMO IL 30% DI SCONTO
- Ah, allora va bene.
- BENE
- ...
- SI?
- Se per voi il tempo e il denaro sono la stessa cosa, mi chiedevo... Io magari potrei, diciamo, comprarlo?
- CERTO. E'UN PRODOTTO MOLTO RICHIESTO.
- Si? Cioè, immagino di si... Insomma io vi dò del denaro e voi mi date del tempo, giusto?
- CON UN SOVRAPPREZZO DEL 31%, SI.
- Ah!
In quel momento, il signor Provvisorio, si sente puntare qualcosa contro la schiena. Quando si volta, dietro di lui c'è un uomo avvolto in un lungo soprabito scuro. Indossa un passamontagna nero, sotto cui si intravede la forma di un paio di brutti occhiali dalla montatura di plastica. Regge una pistola con una mano un pò tremante.
- Oddio, non mi spari! Le dò tutto quello che ho!
- Non voglio il suo denaro. Per chi m'ha preso?
- ...
- Voglio il suo tempo!
- Ma io...
- Mi dia almeno 6 mesi o l'ammazzo!!!
- Ma non sò...
- Guardi che non scherzo. Si vede subito che lei è in salute e chissà quanti anni ha ancora davanti. Io invece ho questa brutta tosse, il colesterolo e il mal di schiena. Mi dia subito 6 mesi o l'ammazzo come un cane!!!
- Va bene, va bene. Se li prenda, delinquente!
- L'uomo si allontana velocemente, visibilmente più sollevato. Gira l'angolo e in un attimo è scomparso.
- E'TREMENDO, VERO?
- ...A me lo dice!?!?! Mi hanno derubato 6 mesi di vita!!!
- GIA'. E PENSARE CHE IL RAGIONIER DEBINI ERA UNO DEI NOSTRI MIGLIORI CLIENTI. COME S'E' RIDOTTO...
- Lei... Lei, lo conosce??? Chiami la polizia!!!
- SAREBBE INUTILE, NON CREDE?
Intanto dietro il signor Provvisorio è arrivata silenziosamente una vecchietta. E'vestita in modo un pò dismesso ma sembra in perfetta salute. Vedendo lui così agitato gli chiede subito come sta e dopo un pò stanno già chiacchierando.
- Signore mio, con la pensione di oggi quasi non si campa più.
- Si, certo... L'inflazione, l'euro...
- Che ne sapete, voi giovani. Una volta il tempo costava molto meno.
- ... Lei percaso compra il tempo?
- Ma si capisce giovanotto, le pare che sarei arrivata a 200 anni sennò?
- Lei ha 200 anni? Se li porta benissimo, gliene avrei dati si e no una settantina...
- Oh, è gentile giovanotto. Quella buonanima di mio marito m'ha lasciato una piccola rendita e poi ho la pensione. Ce la faccio a malapena. Però è più pratico comprare del tempo nuovo quì, che andare dal medico a farselo allungare, sa?
- Direi. In pratica lei è immortale. Mi scusi signora, ora la devo proprio lasciare, sa non ho molto tempo. Per ora. Sa mica dove posso comprare un passamontagna, percaso?
La Principessa e il rospo
Effetto serra
L'ascensore
Orgoglio
Lo specchio di nonna S.
La pausa
Sincronicità
Festa al castello
Il lanciatore di cacche
Il miracolo
Il nuvolo innamorato
Racconto Nero
Servizio assistenza Tif
Il grillo della mezzanotte
Il Bancomat