La stanza di carta

Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
Benvenuti nella stanza di carta.


Visitato *loading* volte

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
ottobre 2007
maggio 2007
gennaio 2007
ottobre 2006
settembre 2006
giugno 2006
aprile 2006
marzo 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005






Licenza Creative Commons

lunedì, 08 ottobre 2007
Il bosco senza storia. (Fase 1: incubazione)

Cosa posso dire dopo tanto tempo? Scusate, m'ero perso nel bosco... :) Un bosco come questo...
DP

Un mite ondeggiare d'erba nelle radure ed il cinguettio di piccole creature, nascoste in alto tra l'intrico dei rami.
Il bosco è folto d'erbe, rovi e querce maestose svettanti verso il cielo, tanto intrecciate che il sole filtra a fatica tra le loro chiome. Il vento le muove piano e trasporta lontano i piccoli rumori della vita: concerti gioiosi di uccelli, corse di scoiattoli e marmotte, fruscii di fogliame e voli d'insetti.
Per la verità il frinire dei grilli è stranamente regolare ed i versi delle civette hanno un che d'ossessivo... il grandioso spettacolo della natura però, fa dimenticare presto certi piccoli dettagli: il bosco si estende ben oltre la linea dell'orizzone e fin dove l'occhio può arrivare è un tripudio di colori caldi e vegetazione rigogliosa. Non c'è traccia di civiltà: quì è facile sentirsi improvvisamente soli.
Un osservatore attento noterà che tutti gli alberi sono inclinati di almeno venti gradi ed a volte possono dare l'impressione che l'intero bosco ti si stringa attorno. Oppure scorgerà, nel fianco di un pendio roccioso, celata da un groviglio di vegetazione, una piccola caverna fresca e pulita che potrebbe essere un nascondiglio d'amanti o un rifugio di banditi: le piante finora l'hanno nascosta bene però e nessuno c'è mai entrato. Sembra un appartamento in attesa di un inquilino.
Guardando da vicino la corteccia di alcuni alberi, scoprirà poi i segni lasciati dai picchi o forse le misteriose incisioni dei caratteri d'una lingua ancora sconosciuta: voi quale possibilità preferireste?

In una radura della foresta c'è una quercia che lacrima foglie: giacciono al suolo in mucchi multicolori in apparente disordine, ma se qualcuno potesse vederle dall'alto, direbbe che sembrano quasi delle scritte. Appena il vento le spazza via la quercia riprende pazientemente a ricomporle. Nulla di preoccupante però, è solo un gioco.
Ma non è tutto. Le due metà della vallata sono curiosamente simmetriche: da ciascun lato dell'orizzonte c'è un lago lontano, una radura a forma di freccia ed un abete solitario sulla cima di una collina, perciò riemergendo dal folto della vegetazione ad alcuni può capitare di perdere l'orientamento.
Infine, in qualsiasi momento, tra i rami degli alberi ci sono sempre dodici scoiattoli in vista, non uno di più, non uno di meno, ed anche per questo c'è una spiegazione.

La vita scorre lenta. Lenta come sempre e tuttavia, la tranquilla esistenza del bosco è increspata da questi piccoli eventi: ognuno è il germoglio di qualcosa che non saprei dire. Ognuno potrebbe diventare l'inizio di una nuova, bellissima storia.
Per ora però il bosco non ha nulla da raccontare: è solo un idea promettente nella testa di uno scrittore dilettante.
Se passate da queste parti, provate a camminare lungo i suoi prati o a riposare sotto i suoi alberi. Se vi fermate abbastanza a lungo forse diventerete parte della storia che stà nascendo. Pian piano... con la pazienza dei grandi alberi. E di certe strane idee, che hanno bisogno di tempo per maturare, ma sono dannatamente difficili da sradicare.

Postato dal Dott.Provvisorio      
permalink   commenti (12)





Ultimi Commenti

ZioNemo in La principessa e il ...