Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
Benvenuti nella stanza di carta.
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Dunque... inanzitutto ben trovati. E'molto che non scrivo e non so neanche bene perchè. Una pausa di riflessione, credo.
Torno a voi senza che molto sia cambiato ma sicuramente un pò più riposato di prima, con questo piccolo racconto che in realtà è una storia vera, finale a parte: il protagonista sono io, il periodo è quello del mio servizio militare. E' da molto che volevo finire questo racconto.
La stanza riapre le porte, è ufficiale :)
Un saluto ed un abbraccio a tutti voi
DP
Ci sono tre grosse camerate comunicanti. Un lungo corridoio senza porte le attraversa tutte e tre proprio nel centro, come lo stecco di uno spiedino. La carne invece siamo noi: carne da cannone.
Le camerate sono separate dal resto della caserma da una larga porta che resta chiusa per tutta notte. Poi ogni mattina, risuona la sveglia, le porte vengono riaperte e ricomincia un altra giornata di naja. Va avanti così da quasi un anno e ogni giorno è stato uguale al precedente.
Stanotte sarò di sentinella io. Dovrò rimanere seduto su questa piccola sedia che è proprio nel mezzo dello stecchino, fino a domattina, mentre i miei compagni dormono. Dal soffitto pende una lampadina nuda, coperta di polvere, ed illumina fiocamente la scena: il pavimento di piccole piastrelle rosse, le file alternate di brande e grigi armadi metallici e i muri giallastri coperti di pedate.
Sono una sentinella d'una caserma difesa da alte mura, posta nel centro di una pacifica città. Il nemico quì non arriverà mai, ma a volte il capitano fa delle ispezioni notturne per controllare che i suoi ordini vengano eseguiti. Se dovesse trovarmi addormentato verrò punito, sono le regole.
Le ispezioni non hanno senso e lui potrebbe starsene a letto ma non lo fa: il capitano è un uomo cattivo.
Le ore passano lentamente. Sono immerso nella penombra della stanza e ascolto il russare di tante persone. A volte qualcuno di loro si muove nel sonno, ma a parte questo non succede nient'altro.
C'è un alone nero di cui non m'ero accorto, ai bordi del mio campo visivo: mi sembra d'osservare la scena dall'interno di un lungo tunnel buio.I miei compagni addormentati sembrano dirmi che tutto va bene, ma io sò che non devo dormire.
Il buio s'avvolge intorno a me come una coperta e dimentico il freddo e la noia di questa lunga veglia. La scena sembra rimpicciolire come se mi stessi lentamente allontanando da essa, finchè non rimane quasi nulla: al centro del mio campo visivo resta un piccolo punto luminoso che è il mio ultimo legame con la coscienza. Per il resto sono completamente solo, nel tepore di quest'universo vuoto increspato solo dai miei pensieri.
E penso: Non è forse così, che ha avuto inizio il tutto? Un piccolo puntino luminoso... in un mare d'oscurità.
Poi capisco che sto'dormendo E IO NON DEVO, NON DEVO DORMIRE!!! E subito il puntino ESPLODE e s'espande alla velocità del lampo e TUTTO ritorna: i miei compagni addormentanti, la sedia, i muri e il pavimento. Tornano i fucili, i cannoni, la mensa e le garritte. I muri coronati di filo spinato, la caserma, la città e tutto il resto. Un mondo intero erompe da quel puntino e se anche avessi la forza di fermarlo ormai non ne avrei più il tempo. L'universo è esploso intorno a me e io sono tornato. Siamo tornati tutti.
Sono ancora stordito da quello che ho visto: è come se avessi assistito alla Creazione.
Il tempo riprende a scorrere scricchiolando e io sono di nuovo una sentinella con troppa fantasia ed una notte ancora lunga davanti. Il mio corpo è prigioniero quì ma mia la mente vola e penso: poniamo che il destino o un Dio distratto, mettano per un attimo il potere assoluto nelle mani del più indegno dei possessori: una piccola sentinella di una caserma senza gloria. E poniamo che egli per una pura mancanza di tempismo, pur avendo per un istante il potere di riscrivere il tutto, finisca invece per ricrearlo esattamente così com'è, con tutto il suo carico di bellezza e d'orrore. Senza nemmeno aver tentato di migliorare qualcosa o di cancellare il male che abbiamo intorno... come potrebbe vivere quest'uomo d'ora in poi, sapendo che qualunque brutta cosa che incontrerà nella sua vita adesso è anche colpa sua?
Pensate che stia esagerando? Io però so cosa ho visto e provato e non potrò mai più dimenticarlo.
C'è anche un altra possibilità però: e se invece avessi davvero cambiato qualcosa da qualche parte, senza nemmeno accorgermene? Potrebbe essere una cosa molto piccola di cui magari potrei accorgermi solo io. Oppure potrebbe essere un cambiamento enorme ed impossibile da nascondere.
Forse, oltre questa stanza dove vigilo sui miei compagni addormentati la caserma non c'è più e oltre quelle porte chiuse c'è solo un immenso prato verde e noi siamo liberi d'andare, perchè a quel punto chi avrebbe mai il coraggio di fermarci?
Qualcosa è cambiato ne sono sicuro: potrebbe essere qualcosa di molto grande o forse qualcosa di molto piccolo, questo non lo so. Ma stanotte qualcosa da qualche parte è cambiato e sono stato io.
La stanza continua a viaggiare attraverso la notte, trasportando tutti noi verso l'ignoto.
Stringo forte il mio fucile e aspetto l'alba del nuovo giorno, con un pò d'impazienza ed un pizzico di follia.
Benvenuti nel mio universo.
Scusate, ho fatto del mio meglio.

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