Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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Malgrado il titolo, davvero inevitabile, vi assicuro che non è un racconto volgare. Per la precisione si tratta di una storia zen, tratta da un autentico ricordo del sottoscritto. Buon divertimento e buona meditazione :)
State bene.
DP
Una mattinata qualunque. Una via di Roma come tante altre, piena di buche e ricordini di cani.
Ero perso nei miei pensieri, conscio solo in parte di ciò che era attorno a me. Mentre camminavo, la mia mano destra scorreva su una lunga ringhiera di metallo freddo, ruvida di vernice screpolata.
Il marciapiede su cui mi trovavo era fiancheggiato dal parcheggio di un grande magazzino, che si trovava una decina di metri più in basso, sulla mia destra. Una bassa ringhiera metallica mi divideva dal vuoto.
Alla mia sinistra invece, una lunga fila di automobili parcheggiate a pochi centimetri l'una dall'altra.
Sul marciapiede: buche, cacche di cani, radi ciuffi d'erba e polvere. L'aria era immobile e non c'era nessuno intorno: era una mattinata di una domenica qualunque.
M'ero alzato molto presto ed ero uscito, e ora camminavo per le vie, in attesa che la città si svegliasse. Eppure a ben guardare qualcuno c'era. All'altra estremità del marciapiede si scorgeva infatti un omino vestito di giallo, che mi veniva incontro silenzioso. Io intanto camminavo distrattamente, in un tragitto dalla traiettoria oscillante che scansava le piccole buche e i ricordini dei cani sul mio percorso, in modo completamente automatico.
L'omino intanto s'era fatto più vicino: era vestito con un ridicolo impermeabile giallo canarino, aveva i capelli marroni e spettinati, e la barba incolta. Il suo impermeabile era inutile in quella bella giornata, e quel giallo poi... Il calore del sole scaldava piacevolmente la pelle del mio viso, un finto sorriso di circostanza, programmato in anticipo, era pronto per quando ci fossimo incrociati. Altri pensieri. E poi... e poi... un movimento! Veloce, sulla destra. Io sono al centro del marciapiede. LUI è alla mia destra. Ha dato un calcio a qualcosa? Si... No, ha infilato il piede sotto qualcosa, prima. L'ha fatto apposta. APPOSTA. Qualcosa di molto grande e marrone sfreccia davanti al mio petto. A pochi centimetri! Veloce si spiaccica sullo sportello dell'auto alla mia sinistra. VELOCE. All'altezza della maniglia, con un rumore umidiccio, disgustoso. E'enorme. ENORME.
Il volto di lui è a poca distanza dal mio e stà cominciando a dire qulcosa. Tutto accade troppo troppo veloce. Sono confuso, non riesco a scuotermi.
Siamo fermi l'uno di fronte all'altro: colgo il suo sguardo spiritato.
Ha il volto incavato, il corpo magro, la barba mal tagliata. Urla verso di me, motteggiando ritmicamente con un braccio, un assurda dichiarazione, che spiega tutto e nulla: "La-Merda-la-si-fà-non-la-si-aspetta!!!"
Poi riprende a camminare come se niente fosse. E lascia me fermo lì. Completamente sveglio e con una tremenda certezza addosso. E una paura mai provata prima: quell'omino, comparsa di nessun conto nella mia vita, ha potuto decidere per me. Lui, così insignificante. Lui, un nessuno. Uno che non vedi, e se vedi ignori, ha avuto il mio futuro nel suo pugno ossuto. Perchè se quella disgustosa massa che aveva lanciato, m'avesse colpito... colpito sul petto o sul volto... io... Io l'avrei ucciso. Immediatamente, inevitabilmente. Lo sò. Il mio corpo si sarebbe mosso da solo e l'avrebbe afferrato e sollevato e buttato oltre quella ringhiera. Pensateci. Pensateci davvero. Siete persi nei vostri pensieri, e camminate per strada. E poi, all'improvviso, la violenza assurda e immotivata di uno sconosciuto. Senza motivo, senza preavviso, un insensato assalto, un impatto, un rumore, un odore disgustoso che subito SAI che non dimenticherai mai più e il tuo corpo che si stà già muovendo, e afferra quel mucchio d'ossa e lo SCAGLIA nel vuoto con un odio tremendo e infinito.
Poi uno schianto. un rumore di ossa rotte e un cadavere. E dopo, solo tante spiegazioni da dare... La polizia, loro, avrebbero capito? E i giornali? E il giudice? E tu, ora, capisci?
Il lanciatore di cacche riprese il suo cammino, degno maestro zen della nostra era. In cerca di un altro discepolo da riportare sulla terra: La vita è ora. Il domani è ignoto. Non c'è strada che non abbia un bivio. E alcuni bivi conducono all'inferno.

La Principessa e il rospo
Effetto serra
L'ascensore
Orgoglio
Lo specchio di nonna S.
La pausa
Sincronicità
Festa al castello
Il lanciatore di cacche
Il miracolo
Il nuvolo innamorato
Racconto Nero
Servizio assistenza Tif
Il grillo della mezzanotte
Il Bancomat