Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
Benvenuti nella stanza di carta.
Visitato *loading* volte
Ancatdubh
Casamarmotta
In cerca di me
Kernel
Kri
Lunamarmotta
MdM
Psichespiralidoso
The Terminal
Ventodipolente
Pronti per un altra storia lunga? Coraggio, se siete sopravvissuti a "Sincronicità" forse potete reggere anche questa.
I prossimi racconti saranno brevi, promesso :-)
DP
Anche questa notte dormirò sulla collina. Sono sporco di fango, e non ho niente con cui coprirmi a parte il mio giaccone, ma per fortuna non fà troppo freddo. Non sò quanto potrò resistere ancora. Ho fame e ho sete, ma non posso proprio andarmene. Sono bloccato su questa collina, dall'unico miracolo che abbia mai ricevuto in tutta la mia vita.
Quanto può resistere un uomo senza bere e senza mangiare? Mi sembra che si possa fare a meno dell'acqua per sette giorni al massimo. O sono cinque? Non sò, non ricordo. Ricordo molte altre cose però. Da quando mi sono svegliato stamattina ho cercato di tenere il mio corpo più immobile possibile, pur sapendo di non poterlo ingannare in nessun modo. So con certezza che presto tutto ricomincerà di nuovo. Ho solo questo piccolo pezzo di carta con me, la vecchia ricevuta di un ristorante. Ho trovato sul fondo della mia tasca anche una piccola matita. E'una di quelle matite di Ikea, così corte da poter essere a malapena inpugnate, che appena la punta si è consumata le butti. L'ho rubata. Lo fanno tutti. Lo so che questo non mi giustifica affatto, lo so che buttarla è uno spreco e un peccato. So anche questo. Ormai ricordo tutte le cose brutte e sbagliate che ho fatto nella mia vita. Le sto rivivendo tutte.
Scrivo queste note, perchè qualcuno un giorno possa sapere ciò che m'è successo. Se deciderò di morire quì mi metterò il foglietto nella tasca della camicia così qualcuno un giorno lo troverà. Naturalmente non mi crederete mai e mi chiedo allora cosa penserete di un uomo morto di fame e di sete sulla cima di una collina, a poche centinaia di metri dalla propria auto. L'autopsia vi dirà che non avevo ossa rotte ne ferite e non ero legato e non mi ero drogato, perciò forse penserete che sono impazzito e forse è vero.
O forse sapete tutti benissimo perchè l'ho fatto. Lo sapete davvero TUTTI.
Forse sono solo impazzito. Come faccio a saperlo? Tu come fai a sapere di non essere pazzo? Ma pazzo o non pazzo non me la sento di rischiare perciò forse, pensai, sono davvero pazzo. A questo pensiero mi era venuto da ridere, e inavvertitamente mi ero mosso. Lui ricominciò immediatamente.
E'allora che ho iniziato a scrivere queste note, ignorando le sue domande sempre più insistenti. So che non smetterà solo perche non gli rispondo. Lui ha tutto il tempo del mondo e sà che prima o poi ricomincerò a parlargli, ma solo per non contimuare a sentire quella sua voce che parla e parla e parla, senza fermarsi mai. E che racconta di cose meschine e terribili e stupide e vergognose. Cose che nessuno dovrebbe sapere. A parte me naturalmente.
Ho riletto le note che ho scritto fino a questo momento. Vedi come riesco ad esporre con calma le mie idee, ad articolare bene il linguaggio?
No, non sono un pazzo. Sono un miracolato.
Ma forse è meglio che cominci dall'inizio.
Su questa collina ci vengo circa una volta l'anno per una specie di tradizione tutta mia. Ci vengo da solo. A parlare e a far domande al nulla. Poi scendo giù e torno alla mia vita. Tutto qui. Una cosa stupida. Lo trovi strano? Sei proprio sicuro di non averlo mai fatto qualche volta, da solo a casa tua? E allora perchè su una collina dovrebbe essere diverso? E poi non era mai successo niente. Fino a ieri.
- TU!!!- Una voce improvvisa, tonante. Immensa.
- TU. DICO A TE. - Era la voce più forte del mondo.
- ...Cosa? Dici a me??? - La voce sembrava provenire dall'alto.
- SI, PROPRIO TU!!!
- ...Io? La voce veniva davvero dall'alto dei cieli, dove non c'era assolutamente nulla, se non lontane nubi bianche, per chilometri tutto attorno. Nessuno a parte me. E forse... forse Lui, finalmente.
- STO'PARLANDO CON TE, LUCA!!!
Ero proprio io. Siccome continuavo a rimanere immobile, in un attonito silenzio, la Voce contimuò a parlare recitando a voce altissima il mio cognome, il mio indirizzo e perfino il mio codice fiscale, finchè riuscii a scuotermi e lo interruppi sconvolto - Daccordo!!!! Ho capito, sono io!!!. Ci fu un attimo di silenzio... mi resi conto che avevo appena urlato a Lui... mi sentii male al solo pensiero. Dovevo mettermi in ginocchio?
- VORREI DAVVERO PARLARE CON TE, LUCA...
- ...!!! Tutto quello che vuoi, davvero! Mi guardai rapidamente attorno. Non c'erano cespugli in fiamme, ne cori d'angeli. Solo quella voce profonda e tonante.
- PARLIAMO DI QUELLA RAGAZZA, LUCA...- disse.
Cominciò così. E contimuò molto, molto a lungo.
Il collo cominciava a farmi male a forza di tenere il viso rivolto verso l'alto e il sole mi stava facendo lacrimare gli occhi. Avrei voluto mettermi gli occhiali da sole, ma sarebbe sembrato irrispettoso.
Una comunicazione spirituale condotta in quel modo alla lunga è piuttosto imbarazzante. Mi sembrava di sentire quel suo vocione rimbombante mentre scivolava rotolando lungo il fianco di questa collina e poi di quella successiva. Giù fino a valle.
Immaginai improvvisamente le reazioni della gente di quei piccoli paesi senza nome giù nella vallata. All'inizio, probabilmente, molti erano caduti in ginocchio. Alcuni avranno pensato ad uno scherzo, altri avranno chiuso le finestre di casa infastiditi. Ma scommetto che alla fine s'erano seduti tutti lì dove si trovavano, ad ascoltare questa telenovela cosmica, questo reality-show definitivo: la meschina storia della mia vita.
A quel pensiero ebbi un sobbalzo.
- Scusa, potresti... potresti, sì, abbassare la voce. Per favore...?
- COME???
- La voce... Potresti abbassarla, per favore. Ti sento benissimo!
- COME???
Non c'era proprio niente da fare. Era proprio più forte di Lui.
...
- ...E QUANDO AVEVI 10 ANNI HAI RUBATO IL CRICETO A QUEL BAMBINO. A COSA STAVI PENSANDO IN QUEL MOMENTO?
- Non lo so, non lo so, non me lo ricordo!!!
- POTRESTI ANCHE FARE UNO SFORZO! ABITAVI ANCORA A MILANO, QUEL GIORNO ERI VESTITO CON UNA MAGLIETTA BIANCA CON I BOTTONI ROSSI, AVEVI...
- Si, sì va bene, ora ricordo... non lo so perchè l'ho fatto, va bene?
- NON DIRE LE BUGIE, LUCA...
E così via...
Perchè stia facendo questo, perlomeno credo di cominciare a capirlo. Perchè la sua conversazione è davvero noiosa. Non mi racconta nulla di Se. Non fa altro che parlare di me, come se fossi l'unico argomento di conversazione che lui conosca e non parla delle cose buone che ho fatto, ma è interessato solo ai miei peccati, grandi o piccoli che siano. Solo a quelli. E contimua a parlare ininterrottamente e a voce altissima: insomma è davvero antipatico, logorroico, monomaniaco e insopportabile.
Avete presente il tipo? Nemmeno io lo inviterei mai ai miei party. Deve annoiarsi molto.
Ho pensato molte volte di chiedergli di parlare di qualcun altro: magari di qualche politico o di qualche bell'attrice. Perlomeno sarebbe più interessante, almeno per me. Ma non posso davvero far passare tutto questo ad un altro uomo, nemmeno al mio peggior nemico. Tanto ormai voi sapete tutto di me. TUTTO.
Dovreste tutti ringraziarmi, per questo. TUTTI VOI.
Così resto ancora seduto sulla cima di questa collina, con Lui.
A parlare.

La Principessa e il rospo
Effetto serra
L'ascensore
Orgoglio
Lo specchio di nonna S.
La pausa
Sincronicità
Festa al castello
Il lanciatore di cacche
Il miracolo
Il nuvolo innamorato
Racconto Nero
Servizio assistenza Tif
Il grillo della mezzanotte
Il Bancomat