La stanza di carta

Dove si parla di grilli, di marciapiedi sadici, di principesse furbe, di strane coincidenze, di divinità invadenti e tante tante altre storie.
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mercoledì, 14 settembre 2005
L'ascensore

Decisamente le vacanze sono durate un bel pò più del previsto, ma oggi la Stanza di Carta riapre ufficialmente le sue fragili porte con questo nuovo racconto, che spero molto vi piaccia. Scusate, a volte sono un pò lento a ripartire...
Le divinità eventualmente in ascolto possono ri-cominciare a preoccuparsi. Con loro ho appena iniziato.
I miei amati lettori, invece si possono rilassare e seguirmi in questo nuovo viaggio... In ascensore, stavolta ;)

Un abbraccio a tutti
Mi siete mancati
:DP

Nota: Questo racconto è stato illustrato, a cura di 3m4


Una luce bianca lampeggiava sull'indicatore, man mano che il vecchio ascensore saliva cigolando verso il tredicesimo e ultimo piano.
Lampeggiò per un attimo dietro il numero 4 mentre Luca, annoiato, distoglieva lo sguardo.  In un altro momento la vide raggiungere il numero 10, poi tornò a guardarla nel momento in cui passava dal 2 al 3, senza notare la stranezza della cosa, forse perchè era Lunedì e in ufficio lo attendeva un mucchio di lavoro. La luce intanto lampeggiava dietro il numero 8 mentre l'ascensore continuava a salire, ma Luca prese finalmente coscienza della situazione solo quando vide chiaramente l'indicatore raggiungere di nuovo il tredicesimo piano per poi ricominciare dal primo senza la minima esitazione, mentre la cabina continuava imperterrita a salire.
Dopo un certo tempo le porte si aprirono di scatto e un angelo entrò nell'ascensore.
Era indubbiamente un angelo, perchè sulla schiena aveva due grandi ali bianche, che malgrado fossero ripiegate, sporgevano con grande evidenza oltre le sue spalle. Aveva anche lunghi capelli biondi e un viso dai lineamenti regolari, indossava una tunica bianca ed era a piedi nudi.
Nel momento in cui entrò, un cielo perfettamente azzurro e luminoso fu visibile per un attimo dietro di lui, seminascosto dal suo corpo e dalle grandi ali, poi l'improvviso richiudersi degli sportelli dell'ascensore ricreò la solita atmosfera di grigio imbarazzo.
I loro corpi si sfiorarono per un attimo e l'angelo borbottò qualcosa, scostandosi leggermente, poi tossicchiò un paio di volte e nel frattempo raccolse più strettamente a se le grandi ali.
Luca invece si spostò all'altro lato della cabina e fissò gli occhi sulla targhetta delle indicazioni sulla portata massima, che aveva già letto mille volte, mentre l'ascensore continuava a salire nel più totale silenzio, poi prese a contemplare gli sportelli chiusi, continuando però a guardarlo con la coda dell'occhio. Quello si ficcò una mano in una tasca della tunica, che non s'era notata fino a quel momento, e sembrò cercare qualcosa. Per un secondo il suo sguardo si fece corrucciato, poi subito si rasserenò. I loro occhi s'incrociarono di nuovo, per un attimo, ma entrambi distolsero velocemente lo sguardo.
A questo punto l'angelo prese a guardare con insistenza l'indicatore della salita, con le sue luci che si accendevano e spegnevano e Luca prese a consultare il suo cellulare con il massimo interesse, senza in realtà nemmeno vederlo. L'ascensore intanto continuava a salire in silenzio, con lievissimi scossoni e qualche raro cigolio.
Dopo un tempo interminabile la cabina si fermò senza nessun preavviso e gli sportelli si spalancarono di colpo. L'angelo borbottò un saluto e si affrettò ad uscire e un secondo dopo gli sportelli si richiusero dietro di lui, lasciando intravedere per un attimo l'azzurro del cielo e qualche nuvola.
L'ascensore riprese a salire e Luca che inconsciamente aveva trattenuto il fiato fino a quel momento, riprese a respirare normalmente.
Dell'angelo non era rimasta assolutamente nessuna traccia tanto che cominciò a pensare di esserselo immaginato. La moquette di plastica dell'ascensore non recava nemmeno l'impronta dei suoi piedi nudi, anche se non si capiva perchè avrebbe dovuto.
L'ascensore intanto continuava a salire, con l'indicatore dei piani che continuava regolarmente a raggiungere il tredicesimo per poi ricominciare dal primo e così via. Continuò a salire per un tempo interminabile. E continuò ancora.
Poi all'improvviso la cabina s'arrestò, con il solito piccolo sobbalzo e la luce sull'indicatore fissa sul numero 3.
Era arrivato? Gli sportelli presero ad aprirsi, lasciando entrare la luce del sole e mostrando un cielo completamente azzurro e vuoto, senza nuvole nè altro.

Diede una veloce occhiata all'esterno, cogliendo molte impressioni in un attimo, mentre un vento leggero e fresco gli scompigliava i capelli. Non oscillava nemmeno, quell'ascensore, anzi era immobile come se fosse poggiato su solida roccia. E invece era sospeso nel nulla più assoluto, ad un altezza tale che la città sotto di lui sembrava una di quelle foto riprese dai satelliti e le persone non erano visibili nemmeno come puntini. Luca si scosse dal suo torpore solo quando vide gli sportelli che accennavano nuovamente a chiudersi, allora si gettò contro di essi per fermarli. Poi si sporse cautamente dall'ingresso aperto, reggendosi bene con l'altro braccio e guardò di nuovo la città e il cielo vuoto cha aveva tutto intorno.
I rumori del traffico erano rimasti molti chilometri più giù e lui assaporò il suono del silenzio. Respirò quell'aria così leggera e pulita, accorgendosi solo così, per confronto, di quanto fosse inquinata quella che aveva avuto attorno tutte le ore del suo giorno. Il cielo era azzurro e pulito e la sua vista spaziava intorno per centinaia di chilometri, mentre il sole scaldava la sua pelle. Non aveva poi così importanza che non ci fosse nessuno ad attenderlo, lì. In fondo non se l'era mai aspettato.
Gli sportelli continuavano ancora a cercare di chiudersi, lui continuava a tenerli aperti. Allora si sedette sul pavimento dell'ascensore, vicino al bordo, lasciando penzolare le gambe nel vuoto. Pochi secondi dopo gli sportelli ripresero a muoversi, ma vennero arrestati dal suo corpo che era proprio in mezzo ad essi.
E così rimasero, stringendolo in un freddo ma rassicurante abbraccio metallico.

Postato dal Dott.Provvisorio      
permalink   commenti (35)


Commenti
#1    14 Settembre 2005 - 14:22
 
Ti prego... dimmi in che palazzo si trova quell'ascensore... o in che parte del cuore... voglio anch'io arrivare là e rimanere sospeso, lontano da tutto e da tutti...
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#2    14 Settembre 2005 - 14:40
 
Viktor!!! E'bello risentirti, e sono contento che il racconto t'abbia colpito :))) L'ho pensato un paio di giorni fa durante un tragitto in ascensore forse un pò lungo, ma non abbastanza... Quella volta sono arrivato solo fino al tredicesimo piano, come al solito, ma forse un giorno andrà diversamente, chissà?
La speranza è sempre l'ultima a morire, dicono, e ci sono così tanti ascensori al mondo...

Un saluto
DP

P.s.
Sono, tornaaatooo!!! ;)
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#3    14 Settembre 2005 - 14:41
 
pure io lo voglio trovare, ma solo per sapere cos'aveva in tasca l'angelo...

non puoi lasciarmi appesa così,ma dove sono andati tutti????

Tu mi hai rapito con la tua storia.

;)
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#4    14 Settembre 2005 - 14:52
 
Molto bello questo racconto come sempre Dott Provvisorio. Io invece ti chiedo dov'è questo palazzo perchè possa essere distrutto. Nessuno dovrebbe mai sentirsi solo o desiderare di esserlo. Secondo nella tasca dell'angelo (ma sei sicuro che fosse un angelo? esistono gli angeli? ma allora essite DIO) c'erano delle chiavi, ma l'angel distratto si è dimenticato di dartele. Erano le chiavi della porta della speranza. prova a riprendere quell'ascensore :-)

Saluti e ben tornato

Jinny
utente anonimo

#5    14 Settembre 2005 - 15:24
 
Ciao .kri :))) è bello risentirti. Ti prego, dimmi che non stai pensando a niente di perverso riguardo l'angelo...
Hey, Jinny, l'esistenza di un angelo non implica necessariamente quella di un Dio, sono molto esigente su questo punto... ma forse un angelo distratto implica un Dio distratto... Questo mi sembra più probabile. ;)))
DP
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#6    14 Settembre 2005 - 17:02
 
Bentornato caro DOC!!! ^_^
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#7    14 Settembre 2005 - 17:04
 
il tredicesimo piano... quanti ricordi...

linus
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#8    14 Settembre 2005 - 19:31
 
DP!!! non ho solo pensieri perversi.

spesso sono pure morbosi.
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#9    14 Settembre 2005 - 20:09
 
ho una visione troppo realistica di questa storia, ma mi sembra di rovinare un'atmosfera tranquilla a scriverla..
però è bella.
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#10    15 Settembre 2005 - 08:30
 
ciao ben tornato!le fragili porte riaperte della stanza di carta sono un'entrata meravigliosa in spazi meravigliosi. bellissima storia, mi piace un sacco la leggerezza con cui scrivi!
se capisco come si fa ti mando un msg in pv.. ciao!
kià
ps.lavori in corso sul blog...ma non aspettarti poi chissà che..sto sperimentando a ruota libera.. :))
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#11    15 Settembre 2005 - 15:33
 
Miss Efy, bentornata! Abbiamo ancora un racconto in sospeso io e te, lo sò, ma lì sono ancora in panne, giuro... :(((
Ciao, ostelinus. Quegli incredibili ascensori non potevano non finire in un racconto di uno di noi due...
Cara .kri, mi domando se le (eventuali) divinità a cui ogni tanto tiro sassi e palle di carta, siano più preoccupate dai miei racconti o dai tuoi pensieri... Come? La seconda che ho detto? Beh, ho letto il tuo ultimo racconto e ancora non sono riuscito a pensare ad un commento adeguato... Ossia: m'hai lasciato senza parole...
Ho capito, yuai, mi toccherà mettere a ferro e fuoco il tuo blog per sapere ciò che pensi... E vabbè.
Ciao, LaKiara e bentornata anche tu. Sei troppo buona :))) Ho visto che i lavori in corso sul tuo blog continuano ancora... Vuoi cimentarti in un racconto? Sono curioso... (il resto è in pv)
DP
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#12    15 Settembre 2005 - 16:06
 
Dott. Provvisorio, mi chiedevo se la scrittura di questo rcconto sia stata ispirata anche dalla lettura di Elianto del mitico Benni, oltre che dai viaggi in ascensore con ostelinus. Ricordi la filosofia dell'infermiere? Bhe io oggi credo di aver raggiunto il numero massimo di sbadigli consentito :-)
CHE NOIA, CHE BARBA!!!

Ho scoperto dove fanno le frolle buone, quasi quasi me ne vado a mangiare una, a proposito Doc, a quando il raduno?
Jinny

P.S. Il resto in pv
utente anonimo

#13    15 Settembre 2005 - 17:27
 
Ciao Dott!!
spero di leggere presto perchè non ho più la connessione.
Salut
utente anonimo

#14    16 Settembre 2005 - 07:45
 
oh no!sto sperimentando off line sul codice html del blog..veramente sto solo studiando cosa fare..e dico già che ne avrò per un dieci giorni perché nel mezzo c'è pure un esame universitario... :(
a presto!

kià
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#15    16 Settembre 2005 - 14:38
 
Ciao Jinny :))) Non pensavo al magnifico Benni quando ho scritto il racconto e sicuramente neanche al buon Ostelinus... Non ce lo vedo proprio vestito da angioletto, barbuto com'è (ciao, ostelinus :) ma m'ero ripromesso di mettere quegli ascensori in un racconto prima o poi. E ne ho persino un altro in mente ;) Per il resto, vedremo. Questo mese sono un pò impicciato.
Salut anche a te, utente anonimo... Non t'ho riconosciuto, mi dai un indizio?
In bocca al lupo allora, LaKiara. Un mese o l'altro devo decidermi a cambiare la grafica del blog anch'io. Oh, come sono lento...
DP
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#16    16 Settembre 2005 - 15:53
 
Bentornato dottore.

Posso chiamare questa storia di estraniamento? Mi piace ridare i nomi alle cose.

Aspetto la prossima
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#17    16 Settembre 2005 - 16:06
 
Bentornato Bombadillo Estraniamento, dici? Ma si... mi piace. Estraniamento e meraviglia, direi. Un attimo irripetibile che il protagonista cerca di prolungare il più possibile, senza farsi troppe domande, e senza angosciarsi per il fatto di essere forse solo, lassù.
Il panorama che vede gli è già sufficente.
DP
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#18    17 Settembre 2005 - 15:03
 
Hay, Doc! Ti auguro un week... angelico e che ti permetta di guardare le cose... dall'alto. Un modo come un altro per avere un respiro più sereno. Ciao!
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#19    17 Settembre 2005 - 19:20
 
Che bello... mascella semiaperta e lingua fuori srotolata giu' sui piedi... argh!
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#20    18 Settembre 2005 - 17:34
 
superato il 4° piano, la porta si apre nella patria dei giganti.. e io che giro affascinata osservando i tetti tutt'intorno a me.. mi sento minuscola..

un giorno mi sono portata , cavalletto tela e colori.. perchè mentre silenziosamente osservavo una tempesta da loro scatenata, sono stata presa dalla frenesia di immortalarli attraverso i colori.
ciauz
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#21    18 Settembre 2005 - 21:32
 
Hum...

Senti, io sono già in fila per avere un biglietto per quell'ascensore... ^_- Quando si parte???

Bacio,

Robbie
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#22    20 Settembre 2005 - 13:00
 
DP, ci siamo :)
utente anonimo

#23    20 Settembre 2005 - 13:58
 
prima mi ha considerato anonimo ...

3m4
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#24    20 Settembre 2005 - 15:36
 
ma infatti io parlavo del mio di ascensore ;)..quello che ho a casa e che mi accompagna nel luogo dove sono nati tutti i miei quadri..sembra un po' una ripetizione ma da quando mi sono trasferita in questo edificio mi sono appropriata dell'elegante montacarichi che mi trascina nel posto più in alto di tutto l'intorno...( anche per questo mi è piaciuto il tuo racconto)
ciauz
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#25    20 Settembre 2005 - 16:05
 
Scusate stò litigando con il sistema dei commenti di splinder... Riproviamo (grrrrh)

Grazie, 3m4!

Catapultatevi sul blog del buon 3m4 per vedere la nuova immagine associata a questo racconto :)))
:DP
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#26    20 Settembre 2005 - 16:07
 
Riuscirò a postare anche questa parte?
Questo è il tentativo numero: 6

Hay, ViktorNavorski A volte c'è bisogno di osservare un pò le cose da una prospettiva diversa. Certi ascensori aiutano molto ;)
Bentornata, evdea, a quanto pare il racconto t'è piaciuto, credo. Certo che lo nascondi bene però... ;) Attenta quando ti muovi, che poi inciampi...
Scusa, Takhisis per correggere un mio errore ho rimosso il mio commento un attimo dopo la tua risposta dopodichè è successo il caos Non sapevo fossi una pittrice. Hai messo online qualche quadro percaso? Se sono surreali quanto i tuoi racconti... ;)))
Ciao, Robbie. Curioso, anche Viktor vorrebbe farci un giro... magari un giorno ci ritroveremo tutti e tre sullo stesso ascensore e chissà poi dove finiremo... :)
DP
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#27    21 Settembre 2005 - 16:17
 
Bella l'immagine che ha fatto 3m4, molto vicina al racconto e anche a te Doc. Il tizio nell'ascensore ha una sleppa di piede notevole, doc.
:-)

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#28    22 Settembre 2005 - 08:22
 
"Sleppa di piede"???
Hey!!! Giù le mani dai miei piedi :)
DP
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#29    22 Settembre 2005 - 13:06
 
Oh, divino Provvisorio! :)
Bello leggerti...
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#30    22 Settembre 2005 - 19:54
 
Ehi, Doc... la divisa cheindossi nell'ascensore di 3m4 non è propriamente da corsia medica... ma abbastanza vacanziera, mi sembra...
Ma TU, che ospedali frequenti? ;-)))
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#31    23 Settembre 2005 - 15:24
 
Ti ringrazio hanwi, fedele discepola ;)
Caro ViktorNavorski, non sono dottore in medicina pur essendo, come ben sai, lo "Psicanalista di Dio" :)))

PS
Stò dando qualche limatina al prossimo racconto. Il vero problema è che è venuto un filino troppo lungo (ok è enorme) e lo stò accorciando un pò.
DP
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#32    24 Settembre 2005 - 23:33
 
la moda, si sa è PROVVISORIA :)
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#33    25 Settembre 2005 - 16:35
 
ma cs cercava l'angelo nn si puo' sapere?:°( faccio cm i bambini,qsta storia m ha fatto tornare alla mente uno dei miei libri preferiti alle scuole elementari:"il grande ascensore di cristallo",una sorta d seguito di"la fabbrica del cioccolato".Un momentaneo ritorno all'infanzia,seppure la storia c'entri relativamente poco,t ringrazio ;)
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#34    25 Settembre 2005 - 20:32
 
Bentornato, simpatica e delicata ripresa.
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#35    26 Settembre 2005 - 12:55
 
Parole sante, 3m4
In realtà, cara hairsprayqueen, l'angelo non cercava nulla di particolare... era solo un gesto per mascherare l'imbarazzo. Perchè, cosa credevate, tu e .Kri? :) Ho un pò paura a chiederlo...
Grazie sandrastar, bentornata anche tu :)))
DP
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